MI CHIEDO COS’ALTRO RUBEREMO AI BAMBINI

 

E insisto…

MI CHIEDO COS’ALTRO RUBEREMO AI BAMBINI

“…Mi chiedo cos’altro ruberemo ai bambini oltre ad averli privati di un ambiente sano in cui vivere il loro domani…

…I bambini.

Ed ora si parla di riaprire le scuole. Certo non potranno stare sempre chiusi in casa, dovranno anche loro ritornare alla vita.

Ma a quali condizioni?…

…In questi giorni vengono descritti scenari paradossali, ipotesi per un rientro in società, con mascherine, rispettando le distanze tra loro, escluso qualsiasi contatto fisico, o lezioni online,…

Imporre tali regole, inoltre, seppur razionalmente necessarie in questo momento di emergenza, significa educare alla diffidenza, alla paura, alla solitudine, al distacco dall’altro.

Chi ha lavorato tra i banchi di scuola sa quanto gli insegnanti investono nella socializzazione, nelle relazioni positive, promuovendo il contatto con i propri simili, nello sviluppo della creatività umana, nel rapporto tra gli alunni in classe e nella scuola, nei giochi, nelle attività, nel teatro, nelle uscite, momenti fondamentali per la crescita della loro personalità e per vivere con stabilità. Stare liberamente con i coetanei, ma senza assurde limitazioni, li aiuta a riconoscere con consapevolezza le loro emozioni, farle venire in superficie e viverle con equilibrio.

Certo oggi ci sono emergenze e cambiamenti in atto per cui bisognerà formare gli studenti nella comprensione e nella preparazione adeguata delle necessarie mutazioni, ma che ciò non avvenga con restrizioni tali da compromettere seriamente il loro essere persone di domani, con il rischio, invece, di plasmare automi addottrinati e pronti a continuare ad obbedire alle continue emergenze.

Bisognerà cercare e trovare soluzioni adeguate alla riapertura delle scuole, quando l’emergenza pandemia lo permetterà.

Se si ha veramente a cuore l’avvenire dei giovani, perché non occuparsi, contemporaneamente, dell’emergenza sanitaria e di quella ambientale?

Si dimostrerebbe, finalmente, di avere veramente a cuore il loro futuro….”
Da “Bambini, mascherine, scuola…” di Caterina Condoluci

Condividi i contenuti
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Caterina Condoluci

Caterina Condoluci vive da oltre trent’anni nel Veneto, dove ha esercitato per lungo tempo la professione di docente di italiano e storia. Appassionata d’arte e di letteratura, attualmente si dedica alla scrittura come testimonianza di vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *